domenica 19 maggio 2013
Assicurazione avvocati
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lunedì 4 febbraio 2013
Fabrizio Adornato
Condivido un articolo su Fabrizio Adornato. Perchè si sappia.
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Fabrizio Adornato
di Fabio Frabetti
Un uomo da 67 giorni è in sciopero della fame: sta conducendo una protesta estrema che porterà avanti ad oltranza fino a quando non gli verrà permesso di poter stare con sua figlia, una ragazzina di 14 anni che da tempo gli viene impedito di vedere nonostante sia stato disposto l'affidamento condiviso con la ex moglie. Fabrizio Adornato è un maresciallo capo dei carabinieri di Genova ed ha deciso per amore della figlia di sfidare tutto il sistema della giustizia minorile per vedere riconosciuti i suoi diritti.
TUTTO PER VENDETTA - Come in tante altre storie tutto inizia quando i genitori si separano: siamo nel 2001 e la bambina ha solo due anni. Fabrizio comunica all'ex moglie di non amarla più. Questo scatena il desiderio di vendetta della donna che per ritorsione avrebbe fatto di tutto per metterla contro il padre. Riuscendoci. Fino al 2010 babbo e figlia trascorrevano insieme 15 giorni al mese, poi all'uomo è stato impedito di fatto di poter stare con lei.
«Negli ultimi due anni l'ho vista 6-7 volte. Tre mesi fa sono stato con lei per cinque minuti, mi ha portato a farle vedere il suo cane. Ad aprile avevamo trascorso un'ora insieme dopo sei mesi di distanza dall'ultima volta. La mia ex moglie fin da quando ci siamo separati nel 2001 non ha mai fatto mistero, mettendolo anche per iscritto, di volermi allontanare da nostra figlia. Il suo scopo era molto chiaro: essere mantenuta e impedirmi di stare con la bambina. Questa era la sua vendetta per averle detto di non amarla più. Questa donna non si è riguardata nel portare mia figlia in tribunale, sperando forse che dicesse qualcosa contro di me. Due anni fa disse al giudice che voleva stare con la madre perché ero un padre troppo severo: la portavo troppe volte in bicicletta o sui pattini. Un mese e mezzo fa ha invece detto che si vergogna di me per le mie forme di protesta. Non avevano quindi argomenti per togliermela».
RENDITA MENSILE - Fabrizio, non vedendo riconosciuto dalla giustizia il suo diritto di padre, ha presentato varie denunce contro 8 magistrati ed un avvocato. Indagini rigorosamente archiviate. Per diversi giorni ha manifestato sotto il Quirinale e continua imperterrito, anche non mangiando da due mesi, a protestare sotto il tribunale con regolare autorizzazione della questura. Prima qualcuno gli ha mandato la Digos, poi hanno tentato di far intervenire i suoi superiori. Infine una pattuglia della sezione ambiente della polizia municipale con un misuratore acustico gli ha impedito di usare il megafono: altrimenti sarebbe scattata una denuncia e una multa da 516 euro.
Oltre alla figlia, Fabrizio non riesce neanche a vedere il suo stipendio: «Alla mia ex moglie passo 440 euro al mese, comprensivo di mantenimento per la donna. Mi hanno pignorato anche lo stipendio. Dal 2001 si è fatta mantenere, nessuno che verifichi se stia cercando lavoro. Ha vissuto di rendita, è come se io avessi mantenuto due figlie. Tra questo assegno che le passo, i 600 euro di affitto e la rata della macchina il mio stipendio va in fumo. Per questo sono coperto di debiti. Ma con mia figlia accanto non è mai stato un sacrificio pagarli o lavorare il giorno di Natale o di notte. Oltre a tutto questo sono stato denunciato varie volte dalla mia ex moglie per i reati più assurdi. Lei non lavorando usufruisce del gratuito patrocinio e non paga l'avvocato come invece devo fare io. Per lei era un giochetto da ragazzi chiamarmi in causa».
FINO ALLA MORTE - I giorni di sciopero della fame cominciano ad essere tanti e poiché non intende tornare indietro, la sua salute è fortemente in pericolo: «Io vado avanti ad oltranza. Io non sono morto perché bevo integratori, brodi integrali, succhi vitaminici, spremute, frullati. Così riesco a stare in piedi asciugandomi lentamente. Non sono un aspirante suicida. Vorrei vivere per mia figlia ma se non sarà possibile vado avanti. Ma non voglio morire neanche in cinque minuti, tutti devono vedermi spegnere piano piano. Non avrò ancora molta autonomia. Ero 82 chili, adesso ne peso 69. Inizio ad avere dei crampi ai polpacci e le gambe deboli. Ai magistrati non interessa niente del benessere del minore, gli interessa solo lavorare il meno possibile, guadagnare, e bastonare i padri in genere e me in particolare perché sono andato contro il sistema. Mia figlia non vuole più sentirmi al telefono, io continuo a mandarle sms. Deve sapere che suo padre non l'ha abbandonata».
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"Fatemi vedere mia figlia". Carabiniere da 67 giorni in sciopero della fame
Lunedì, 4 febbraio 2013 - 08:49:00
Un uomo da 67 giorni è in sciopero della fame: sta conducendo una protesta estrema che porterà avanti ad oltranza fino a quando non gli verrà permesso di poter stare con sua figlia, una ragazzina di 14 anni che da tempo gli viene impedito di vedere nonostante sia stato disposto l'affidamento condiviso con la ex moglie. Fabrizio Adornato è un maresciallo capo dei carabinieri di Genova ed ha deciso per amore della figlia di sfidare tutto il sistema della giustizia minorile per vedere riconosciuti i suoi diritti.
TUTTO PER VENDETTA - Come in tante altre storie tutto inizia quando i genitori si separano: siamo nel 2001 e la bambina ha solo due anni. Fabrizio comunica all'ex moglie di non amarla più. Questo scatena il desiderio di vendetta della donna che per ritorsione avrebbe fatto di tutto per metterla contro il padre. Riuscendoci. Fino al 2010 babbo e figlia trascorrevano insieme 15 giorni al mese, poi all'uomo è stato impedito di fatto di poter stare con lei.
«Negli ultimi due anni l'ho vista 6-7 volte. Tre mesi fa sono stato con lei per cinque minuti, mi ha portato a farle vedere il suo cane. Ad aprile avevamo trascorso un'ora insieme dopo sei mesi di distanza dall'ultima volta. La mia ex moglie fin da quando ci siamo separati nel 2001 non ha mai fatto mistero, mettendolo anche per iscritto, di volermi allontanare da nostra figlia. Il suo scopo era molto chiaro: essere mantenuta e impedirmi di stare con la bambina. Questa era la sua vendetta per averle detto di non amarla più. Questa donna non si è riguardata nel portare mia figlia in tribunale, sperando forse che dicesse qualcosa contro di me. Due anni fa disse al giudice che voleva stare con la madre perché ero un padre troppo severo: la portavo troppe volte in bicicletta o sui pattini. Un mese e mezzo fa ha invece detto che si vergogna di me per le mie forme di protesta. Non avevano quindi argomenti per togliermela».
RENDITA MENSILE - Fabrizio, non vedendo riconosciuto dalla giustizia il suo diritto di padre, ha presentato varie denunce contro 8 magistrati ed un avvocato. Indagini rigorosamente archiviate. Per diversi giorni ha manifestato sotto il Quirinale e continua imperterrito, anche non mangiando da due mesi, a protestare sotto il tribunale con regolare autorizzazione della questura. Prima qualcuno gli ha mandato la Digos, poi hanno tentato di far intervenire i suoi superiori. Infine una pattuglia della sezione ambiente della polizia municipale con un misuratore acustico gli ha impedito di usare il megafono: altrimenti sarebbe scattata una denuncia e una multa da 516 euro.
Oltre alla figlia, Fabrizio non riesce neanche a vedere il suo stipendio: «Alla mia ex moglie passo 440 euro al mese, comprensivo di mantenimento per la donna. Mi hanno pignorato anche lo stipendio. Dal 2001 si è fatta mantenere, nessuno che verifichi se stia cercando lavoro. Ha vissuto di rendita, è come se io avessi mantenuto due figlie. Tra questo assegno che le passo, i 600 euro di affitto e la rata della macchina il mio stipendio va in fumo. Per questo sono coperto di debiti. Ma con mia figlia accanto non è mai stato un sacrificio pagarli o lavorare il giorno di Natale o di notte. Oltre a tutto questo sono stato denunciato varie volte dalla mia ex moglie per i reati più assurdi. Lei non lavorando usufruisce del gratuito patrocinio e non paga l'avvocato come invece devo fare io. Per lei era un giochetto da ragazzi chiamarmi in causa».
FINO ALLA MORTE - I giorni di sciopero della fame cominciano ad essere tanti e poiché non intende tornare indietro, la sua salute è fortemente in pericolo: «Io vado avanti ad oltranza. Io non sono morto perché bevo integratori, brodi integrali, succhi vitaminici, spremute, frullati. Così riesco a stare in piedi asciugandomi lentamente. Non sono un aspirante suicida. Vorrei vivere per mia figlia ma se non sarà possibile vado avanti. Ma non voglio morire neanche in cinque minuti, tutti devono vedermi spegnere piano piano. Non avrò ancora molta autonomia. Ero 82 chili, adesso ne peso 69. Inizio ad avere dei crampi ai polpacci e le gambe deboli. Ai magistrati non interessa niente del benessere del minore, gli interessa solo lavorare il meno possibile, guadagnare, e bastonare i padri in genere e me in particolare perché sono andato contro il sistema. Mia figlia non vuole più sentirmi al telefono, io continuo a mandarle sms. Deve sapere che suo padre non l'ha abbandonata».
giovedì 24 gennaio 2013
ASSICURAZIONE PER I MEDICI
Non è molto attinente con gli argomenti trattati in questo blog, ma vorrei accennare alla pubblicazione del mio nuovo sito dedicato alle assicurazioni per i medici: www.rcmedici.eu. In questo sito è possibile sottoscrivere una polizza di assicurazione per la copertura della responsabilità civile professionale, copertura che è obbligatoria per legge, a partire da 250 euro all'anno!
www. rcmedici.eu
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mercoledì 23 gennaio 2013
Un giorno mi ringrazierai (4)
Aggiornamento. Il mio primo corto, scritto a quattro mani con Maurizio Mantero, parteciperà al Piemonte Movie festival e sarà proiettato a Torino, in anteprima, l'11 febbraio 2013. Per info: http://www.piemontemovie.com/
giovedì 20 settembre 2012
mercoledì 19 settembre 2012
Un giorno mi ringrazierai (2)
Finalmente ieri ho visto in anteprima il cortometraggio "Un giorno mi ringrazierai", che ho scritto insieme a Maurizio Mantero, di cui avevo già parlato qui. Si tratta di un racconto noir con una leggera impronta teatrale (due personaggi, una location e nessun stacco temporale). Devo dire che sono molto soddisfatto. Eugenio Casalino, Luca Malgara e gli altri ragazzi della crew hanno fatto veramente un ottimo lavoro, con un buon lavoro di squadra, nel rispetto reciproco delle proprie professionalità. Mancano giusto alcuni ritocchi e il lavoro potrà dirsi concluso, pronto a partecipare a tutti i festival del caso. A breve qualche nuovo aggiornamento.
martedì 28 agosto 2012
Martin Mystère: L'epidemia dei suicidi
Il bravo Giovanni Romanini, ex collega di Magnus, ha terminato le 154 pagine del mio prima Martin Mystère. Il titolo provvisorio dovrebbe essere: L'epidemia dei suicidi. Non so ancora la data di uscita, ma presumo non prima del 2013. E' stato divertente scrivere questa storia, specie per le varie digressioni storiche che ci sono nello sviluppo della trama, e che mi hanno permesso, finalmente, di trattare l'assedio di Vienna ad opera dei turchi nel 1683, una delle battaglie più affascinanti degli ultimi secoli. Recentemente sono usciti un paio di libri in italiano sull'argomento, che consiglio vivamente: L'assedio di Vienna, Stoye John, cur. Ivetíc E., 2009, Il Mulino; Il turco a Vienna. Storia del grande assedio del 1683 Cardini Franco, 2011, Laterza.
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